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Al Cinema Politeama Lucioli, nell’ambito del TIC Festival in corso a Terni fino al 12 aprile, la Camera di Commercio dell’Umbria ha portato in scena i podcast realizzati dagli studenti delle scuole umbre dopo un percorso di orientamento costruito per sviluppare competenze imprenditoriali, capacità di lettura del mondo produttivo e una visione dell’innovazione ispirata al metodo olivettiano, con al centro la persona, il lavoro e il valore sociale dell’impresa.

Certe mattine riescono a dare un’immagine nitida di ciò che una comunità vuole diventare. Quella vissuta questa mattina al Cinema Politeama Lucioli di Terni è stata una di queste. Un colpo d’occhio spettacolare, con il cinema pieno di ragazze e ragazzi, pieno di speranza e di futuro consapevole. Dentro quella sala, la Camera di Commercio dell’Umbria ha messo in scena molto più di un appuntamento pubblico: ha mostrato un’idea concreta di passaggio tra formazione e lavoro, tra studio e iniziativa, tra immaginazione e responsabilità.

Il titolo dell’incontro, “Dall’aula all’azienda: un ponte per il domani”, non aveva nulla di ornamentale. Diceva esattamente ciò che si è visto sul palco e in platea: giovani chiamati non a osservare da lontano il mondo produttivo, ma a entrarci con strumenti veri, linguaggi contemporanei e curiosità critica. L’evento di questa mattina è stato il primo dei tre appuntamenti con cui la Camera di Commercio dell’Umbria partecipa al TIC Festival, la manifestazione che in questi giorni porta a Terni creator, comunicatori, pubblico giovane e riflessioni sui nuovi modi di raccontare il presente.

Al centro della mattinata c’era la straordinaria partecipazione degli studenti umbri coinvolti nel progetto dedicato alla certificazione delle Competenze Imprenditive Olivettiane. Il percorso, promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ha coinvolto circa 150 ragazze e ragazzi delle classi terze, quarte e quinte degli istituti superiori della regione, accompagnandoli in un’esperienza formativa concreta, intensa, per nulla teorica: lezioni, incontri, lavoro sul campo, visite e confronto diretto con alcune delle realtà produttive più significative del territorio. Hanno partecipato a questa esperienza il Liceo Classico e Musicale Mariotti, l’Istituto Tecnico Economico Tecnologico Capitini, l’Istituto Tecnico Tecnologico Volta, l’Istituto Professionale Salvatorelli Moneta e il Liceo Economico Sociale Properzio. A questi si è aggiunta anche l’esperienza del Liceo Donatelli di Terni, i cui studenti hanno realizzato un PCTO incentrato sulla valorizzazione del territorio e sulla comunicazione, da cui è nata la rassegna di podcast “Mirabilia racconta l’UNESCO: tradizioni che nutrono il futuro”. Non una simulazione, ma una prova di realtà.

La scelta del podcast, e più precisamente del video-podcast, è stata decisiva. Perché ha imposto ai ragazzi non solo di apprendere, ma di interpretare; non solo di ascoltare, ma di restituire; non solo di vedere l’impresa, ma di raccontarla. Così il progetto è diventato un laboratorio di competenze imprenditoriali e insieme di alfabetizzazione al linguaggio del presente. Gli studenti hanno analizzato, intervistato e narrato cinque realtà produttive di primo piano — ART Group, UmbraGroup, Kimia, Museo del Cioccolato, Connesi — traducendo il rapporto tra scuola e lavoro in una forma comunicativa viva, accessibile, rigorosa.

Ed è proprio qui che il progetto ha trovato il suo punto più forte. Nel tempo in cui tutto tende a diventare rapido, superficiale, consumabile, questa esperienza ha chiesto ai ragazzi il contrario: tempo, attenzione, capacità di fare domande, di distinguere ciò che conta da ciò che è solo rumore. In altre parole, ha chiesto loro di esercitare uno sguardo. Ed è uno sguardo che affonda le sue radici nel metodo olivettiano, nella sua intuizione più moderna: l’impresa non come macchina isolata di profitto, ma come soggetto che crea lavoro, benessere, coesione, valore sociale.

Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, che ha subito collocato l’iniziativa dentro una visione precisa dello sviluppo: “La ricchezza la creano le imprese che producono lavoro e benessere; il nostro territorio ha bisogno di imprese nuove, che generino non solo valore monetario ma anche sociale. E noi vi abbiamo chiamato a riflettere su questo, portando l’esempio di un grande imprenditore come Olivetti e utilizzando uno strumento molto interessante come il podcast.”

Parole che hanno dato alla mattinata un asse chiaro. Non un elogio astratto dei giovani, ma un invito esigente a misurarsi con il senso profondo dell’impresa e con il suo impatto sui territori. In questa cornice, il richiamo a Olivetti non è apparso come una citazione d’obbligo, ma come una chiave di lettura del presente: innovazione sì, ma con al centro le persone; crescita sì, ma insieme a sostenibilità ambientale, economica e sociale; tecnologia sì, ma guidata da una visione.

Accanto a Sisti, sul palco, i ragazzi hanno trovato interlocutori capaci di parlare il loro linguaggio senza indulgere alla semplificazione. C’erano Claudia Committeri, responsabile del Servizio Orientamento al Lavoro della Camera di Commercio dell’Umbria e autentico filo rosso dell’iniziativa; Luca Garosi, docente dell’Università degli Studi di Perugia e caporedattore centrale di RaiNews.it; Marco Matteucci, videomaker professionista; Sara De Santis, in arte “the Suntis”, illustratrice e podcaster; insieme allo staff dell’Ente camerale. Attorno a loro, i docenti e le scuole. Al centro, gli studenti.

Garosi ha ricordato ai ragazzi che “le persone sono il tesoro”, riassumendo in una formula semplice il senso più profondo dell’esperienza compiuta. Matteucci ha parlato di un percorso per lui stesso “arricchente ed entusiasmante”, mentre Sara “the Suntis” ha riconosciuto nei lavori presentati energia, originalità, margini di crescita reali, definendoli con immediatezza “lavori pazzeschi”. Non erano frasi di circostanza. Erano il riflesso di una mattinata in cui i giovani non sono stati chiamati a fare presenza, ma a mostrare risultati.

La visione dei podcast realizzati dagli studenti, introdotti e spiegati dai loro stessi autori e accompagnati dalla partecipazione video dei responsabili delle imprese coinvolte, è stata uno dei momenti di maggiore impatto. Lì il progetto si è rivelato per ciò che è davvero: un ponte, sì, ma non retorico. Un ponte fatto di competenze, metodo, esperienza, linguaggio, relazione. Un ponte che ha consentito ai ragazzi di guardare il lavoro non come un altrove indistinto, ma come un campo nel quale si può entrare con strumenti critici, creatività e responsabilità.

Significativa, in questo senso, anche la presenza sul palco di una rappresentanza di alto livello di UmbraGroup, azienda simbolo dell’innovazione umbra e della sua capacità di tenere insieme ricerca, competitività e sostenibilità. Una presenza che ha dato sostanza a un punto essenziale: iniziative come questa servono certamente alla scuola, ma servono anche alle imprese, che hanno bisogno di giovani capaci non solo di apprendere, ma di comprendere, di raccontare, di portare dentro il mondo produttivo nuove domande e nuovi linguaggi.

La mattinata di oggi ha così composto, con rara naturalezza, una serie di binomi che troppo spesso restano separati: scuola e impresa, orientamento e creatività, territorio e innovazione, cultura del lavoro e comunicazione digitale. È stata, in questo senso, una scena profondamente umbra e insieme profondamente contemporanea. Perché ha mostrato una regione che non si limita a parlare di futuro, ma prova a costruirlo nei luoghi dove quel futuro prende forma: le aule, le aziende, i mestieri, le parole, i racconti.

La partecipazione della Camera di Commercio dell’Umbria al TIC Festival proseguirà anche domani pomeriggio, sabato 11 aprile, dalle 18 alle 20, ancora al Cinema Politeama Lucioli, con i TIC Awards e con “Stories on Umbria”, il riconoscimento dedicato alla valorizzazione delle bellezze e delle imprese del cuore verde d’Italia.

Ultimo aggiornamento

10-04-2026 19:04

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