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Oltre duecento studentesse e studenti umbri hanno riempito il Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria per il roadshow organizzato da Aidp (Associazione italiana per la direzione del Personale) in collaborazione con l’Ente camerale. Imprese e risorse umane hanno risposto alle domande senza filtri. Una survey interattiva ha fotografato aspettative e canali “giusti” per cercare lavoro. Nove rappresentanti d’azienda hanno portato esempi concreti, tra selezioni e valori aziendali. E il network è diventato un metodo: relazioni, reputazione, scelte coerenti.
Questa mattina Perugia ha ospitato una tappa ad alta intensità del Roadshow nazionale “Orienta nelle scuole italiane”, nel Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria. In platea oltre 200 studentesse e studenti (erano previsti 180, ma poi si sono aggiunte due classi) delle scuole superiori umbre, smartphone alla mano per rispondere ai sondaggi proposti nella Survey interattiva realizzata all’inizio dei lavori, per trasformare il “network” da parola di moda a strumento concreto: relazioni, informazioni, reputazione. Non un convegno da ascoltare e dimenticare, ma un laboratorio: domande dirette, risposte altrettanto dirette.
Gli studenti arrivavano da quattro istituti: ITET “Aldo Capitini” di Perugia, Istituto Alberghiero di Assisi, ITE “Mazzini” di Magione e Liceo “Pieralli” di Perugia. Quattro scuole e un’urgenza comune: capire come entrare davvero nel mondo del lavoro senza affidarsi al caso e senza inseguire modelli “preconfezionati”.
Ad aprire i lavori è stato Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha dato subito il tono della mattinata: “I giovani si confrontano con un tema delicato, quello della transizione verso il mondo del lavoro”. Il punto è stato chiaro fin dall’inizio: presentarsi in modo competitivo, ha detto il Segretario Generale, non significa “spararsi addosso qualità generiche, ma raccontare competenze e direzione con un linguaggio comprensibile anche a chi seleziona”.
Ha fatto seguito l’interessantissima Survey Interattiva di Marco Vigini (Direttore Servizio Welfare BnetYoung e Advisor Divisione Digital e Permanent), che ha trasformato la sala in un termometro collettivo: domande in tempo reale, risposte via cellulare, risultati commentati sul momento. Un sondaggio “in sala” su come gli studenti immaginano la ricerca di lavoro: canali, reti relazionali, ruolo della scuola, aspettative sulle aziende e attenzione ai valori. Vigini ha messo a fuoco il bisogno che emerge con forza: “Hanno un grande bisogno di conoscere e una grande confusione rispetto a possibili scelte”. E ha spiegato perché incontri del genere contano: “Offrire piattaforme fisiche come questo evento vuol dire creare le condizioni per percorsi di scelta più sostenibili e più coerenti”.
Il cuore della mattinata è stato la tavola rotonda, moderata dal giornalista economico Filippo Di Nardo, che ha guidato il confronto senza retorica: cosa cercano le aziende in un giovane, cosa pesa tra competenze e atteggiamento, quanto conta la reputazione digitale, quali errori bruciano un colloquio. E soprattutto: che cosa significa “network” quando non è una scorciatoia, ma un metodo.
Al tavolo sono intervenuti nove rappresentanti d’azienda: Alessandro Belli (CEO Kimia Spa), Nicolò Bartolini (CEO Connesi Spa), Gianluca Cappelli (Chief Sales Officer Advisio), Gianni Cicogna (Founder Smartpeg), Antonio Guarrera (HR Manager Aboca Spa), Cinzia Tardioli (Chairman Tardioli Srl), Giulia Vitali (Direttore Tecnico Vital Srl), Anna Anchino (HR & Legal Art Spa, oltre che HR & Legal di Art S.p.A.), Marcella Baldoni (Responsabile Sistema Qualità – Siver Srl). Accanto a loro è intervenuta Federica Bonaventura come Referente nazionale AIDP Comunicazione e Social e Coordinatrice progetti di orientamento AIDP Umbria, legando il punto di vista delle imprese a quello dell’orientamento.
Dal confronto è emersa una linea comune, netta: il network non coincide con le “conoscenze” nel senso peggiore del termine, ma con la capacità di stare nei contesti reali, farsi riconoscere per quello che si sa fare, costruire relazioni credibili. Alessandro Belli ha chiarito l’obiettivo dell’incontro dal punto di vista delle aziende: “Siamo qui… per dare qualche indicazione… ma anche per conoscere le loro esigenze, le loro sensibilità”. Non solo consigli dall’alto, dunque: anche ascolto, perché chi vuole attrarre talenti deve capire chi sta arrivando.
Tra gli interventi quello di Gianni Cicogna ha riportato il tema a una radice spesso trascurata: identità e direzione. “Guardarsi dentro… capire passioni e attitudini… e poi guardare fuori per capire il contesto”, ha detto, spostando il focus dalla paura del “posto” alla costruzione di un percorso. E ha aggiunto un messaggio senza zucchero: “Ci si allena alla fatica”. Tenacia, disponibilità, resilienza: parole che in sala hanno assunto una forma concreta.
Sul collegamento stabile tra scuola e mondo produttivo è intervenuta anche la Presidente di AIDP Umbria Anna Anchino, richiamando la continuità del lavoro: “È fondamentale questa vicinanza del mondo del lavoro col mondo della formazione e della scuola”.
La chiusura con il Q&A ha completato il quadro: studenti che chiedono, incalzano, vogliono esempi. Perché il networking, quando smette di essere un’etichetta, diventa questo: saper fare domande e imparare a presentarsi senza maschere. E uscire da una sala con una mappa più chiara del campo da gioco.

