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Due panel promossi dalla Camera di Commercio dell’Umbria, compartecipe di EcoSanfra, hanno messo a confronto istituzioni, imprese, professionisti e sistema ambientale. Dagli ESG alla misurazione degli impatti, dalla formazione alla gestione degli scarti come risorsa: al centro, il ruolo dell’Ente camerale nell’accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese. Il Segretario Generale Federico Sisti ha illustrato le azioni già avviate e quelle in programma e, sul fronte dell’economia circolare, ha posto il problema della certezza delle regole: per investire nel recupero dei materiali, le aziende devono sapere con chiarezza dove finisce il rifiuto e dove comincia invece una risorsa che può rientrare nel ciclo produttivo.

Dalla sostenibilità raccontata alla sostenibilità che entra nelle decisioni delle imprese. È il filo che ha unito i due panel promossi dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito di EcoSanfra 2026, il festival itinerante e gratuito dedicato alla sostenibilità economica, ambientale e sociale, giunto alla terza edizione con il titolo “Madre Terra”. Il cuore della manifestazione si è svolto a Perugia, all’interno di un percorso umbro che coinvolge territori, comunità, scienza, cultura e imprese.

La Camera di Commercio, compartecipe di EcoSanfra fin dalla prima edizione, ha portato nel festival una prospettiva precisa: quella del sistema produttivo e, in particolare, delle Pmi che devono tradurre la transizione ambientale in investimenti, organizzazione, competenze e capacità di competere. Un ruolo già indicato alla vigilia della manifestazione: non limitarsi a discutere di sostenibilità, ma portare nel confronto le questioni concrete delle aziende umbre.

ESG, dalla teoria agli strumenti per le imprese

Il primo panel, “ESG: formare, sensibilizzare e monitorare la sostenibilità delle imprese”, ha riunito Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria; Francesco Cinti, responsabile del Servizio Green Deal e Transizione Ecologica di Arpa Umbria; Maria Laura Ficola, avvocata specialista in Diritto dell’Unione europea dell’Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani; Andrea Meucci, presidente della Commissione “Sviluppo sostenibile” dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della provincia di Perugia. A moderare il confronto il giornalista Giuseppe Castellini.

Il punto di partenza è stato netto: formare, sensibilizzare, monitorare. Formare perché le imprese hanno bisogno di competenze; sensibilizzare perché la sostenibilità deve entrare nella cultura aziendale; monitorare perché senza dati e indicatori non è possibile stabilire se un’impresa stia realmente migliorando.

Sisti ha collocato in questa cornice l’azione della Camera di Commercio: accompagnare le imprese, non limitarsi a indicare loro nuovi obiettivi. Formazione, assistenza, strumenti di autovalutazione, transizione energetica e digitale e collaborazione con partner specialistici costituiscono i tasselli di una strategia che punta a fare degli ESG non un ulteriore adempimento, ma un fattore di crescita.

Un percorso che ha già prodotto interventi concreti. Nelle slide presentate da Sisti compaiono 116 assessment di sostenibilità realizzati nel 2024, un percorso formativo ESG che ha coinvolto 32 imprese, iniziative sulle Comunità energetiche, il progetto su sottoprodotti e simbiosi industriale e strumenti finanziari dedicati alla sostenibilità e alla doppia transizione. Per il 2026-2027 sono inoltre previsti nuovi laboratori specialistici sui tre pilastri ambientale, sociale e governance.

Cinti ha affrontato il rapporto tra sostenibilità ambientale, servizi alle aziende e competitività, richiamando anche la collaborazione tra Arpa Umbria e Camera di Commercio. Ficola ha concentrato l’attenzione sulla componente sociale degli ESG e sulla necessità di un approccio proporzionato alle dimensioni e alle caratteristiche delle imprese. Meucci ha portato la discussione sul terreno della misurazione: molti dati sono già disponibili nelle aziende, la sfida è selezionarli e trasformarli in indicatori capaci di orientare le decisioni. Il percorso emerso dal confronto può essere riassunto in quattro passaggi: formazione, applicazione, misurazione, competitività.

Economia circolare: quando lo scarto diventa valore

Il secondo panel, “Economia circolare e sviluppo economico”, moderato dalla giornalista Lara Partenzi, ha spostato il confronto sul confine decisivo tra rifiuto e risorsa.

Con Sisti sono intervenuti Alfonso Morelli, direttore generale di Arpa Umbria; Mara D’Amico, responsabile della Sezione Emas di Ispra; Luca Piatto, direttore Rapporti territoriali di Conai; Giuseppe Rossi, direttore di Auri Umbria; e Thomas De Luca, assessore all’Ambiente della Regione Umbria.

È qui che Federico Sisti ha posto uno dei nodi più sensibili per le imprese: la necessità di disporre di un quadro normativo capace di offrire certezze nella distinzione tra ciò che è rifiuto e ciò che può essere recuperato e reimmesso nel ciclo economico come materia prima seconda. Per un imprenditore l’incertezza interpretativa può diventare un freno agli investimenti, soprattutto in un settore nel quale agli obblighi si accompagnano sanzioni rilevanti e possono emergere anche profili penali.

Morelli ha illustrato il ruolo di Arpa Umbria nelle attività di analisi, controllo e accompagnamento ambientale, richiamando anche il lavoro verso un protocollo con le associazioni di categoria. D’Amico ha messo al centro Emas, lo strumento europeo di gestione e certificazione ambientale delle organizzazioni, mentre Piatto ha illustrato il ruolo di Conai, il consorzio senza fini di lucro che costituisce il perno nazionale del sistema di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e garantisce il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclo.

L’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca ha infine delineato la strategia regionale verso un modello di economia circolare integrale, insistendo sulla necessità di superare la frammentazione del sistema umbro. Il percorso è in corso: a luglio la Giunta regionale ha aggiornato il Piano di gestione dei rifiuti e adottato il disegno di legge sull’economia circolare, con un orizzonte strategico al 2050; il 15 settembre il ddl è stato presentato in Seconda commissione dell’Assemblea legislativa.

È proprio nel collegamento tra questi due panel che emerge il ruolo scelto dalla Camera di Commercio dell’Umbria: fare da ponte fra norme e impresa, istituzioni e mercato, sostenibilità e competitività. Perché la transizione funziona davvero soltanto quando un principio diventa uno strumento utilizzabile, un indicatore diventa una decisione e uno scarto può tornare a essere valore.

Ultimo aggiornamento

28-09-2026 09:09

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