Nel 2026 si celebra l'800° anniversario della morte di San Francesco d'Assisi, uno dei santi più popolari della Chiesa cattolica, con enorme devozione in tutto il mondo e in Brasile. Da quest'anno, il 4 ottobre tornerà ad essere festa nazionale in Italia in onore del santo patrono. Assisi, sua città natale, si sta preparando alle celebrazioni, che prevedono iniziative culturali e turistiche in tutta l'Umbria.
Per la prima volta, le spoglie del santo saranno esposte alla venerazione pubblica tra il 22 febbraio e il 22 marzo presso la Basilica di San Francesco ad Assisi. Il cardinale Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre, presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) e del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), è prima di tutto un francescano. Secondo lui, San Francesco è ancora vivo non solo nella cristianità, ma appartiene a tutta l'umanità. "San Francesco è oggi 'un archetipo dell'essere umano', perché attraverso la sua vita, attraverso la sua testimonianza, ha espresso ciò che c'è di più genuino negli esseri umani. Ha portato questa genuina umanità in un modo molto speciale", ha detto a RFI presso il Pontificio Collegio Brasiliano di Roma. "Questo è ciò che lo rende una figura straordinaria che continua a essere fonte di ispirazione per tanti".

L'Umbria di Francesco

L'Umbria, conosciuta come "il cuore verde d'Italia", è una regione dal paesaggio sereno, caratterizzato da dolci colline, campi coltivati, uliveti e borghi medievali. In questo contesto si trova Assisi, dove Francesco nacque nel 1182, figlio di Pietro di Bernardone e Pica de Bourlemont, una famiglia borghese arricchitasi grazie al commercio. Battezzato Giovanni, il suo nome fu cambiato in Francesco dal padre. Dopo aver partecipato a guerre ed essersi ammalato, visse un'esperienza spirituale che lo portò ad abbandonare la vita militare. Intorno al 1205, iniziò la sua conversione, segnata dall'incontro con i lebbrosi, dalla rinuncia ai beni e dalla dedizione alla carità e al rinnovamento spirituale. Esistono molte narrazioni su chi fosse Francesco prima della sua canonizzazione. Nel corso dei secoli, si è diffusa l'idea che fosse un rivoluzionario sociale, un precursore dell'ambientalismo, un protettore degli animali, un difensore dei diritti delle donne e persino un pacifista visionario. Recentemente, in Italia sono state pubblicate due opere su San Francesco. *San Francesco*, di Alessandro Barbero, riunisce diverse fonti storiche per svelare l'uomo dietro il santo, i suoi dilemmi e le leggende sorte dopo la sua canonizzazione. *Francesco. Il primo italiano*, di Aldo Cazzullo, presenta Francesco come una figura centrale nell'identità italiana, evidenziando il suo ruolo culturale, religioso e umano come autore del primo poema in lingua italiana, il Cantico delle Creature, e come inventore del Presepe. Il Cardinale Jaime Spengler sottolinea che l'eredità francescana continua a ispirare le persone in tempi di crisi ambientale e spirituale, collegando fedeli e laici. "San Francesco d'Assisi ha lasciato un'eredità straordinaria, sia per il mondo della spiritualità, sia per la filosofia, la teologia e l'ecologia. Oggi, nel contesto storico in cui viviamo, certamente gli elementi che più attirano l'attenzione hanno a che fare con la causa dell'ecologia, da un lato, ma anche con la causa della pace, dall'altro. In un mondo che si sta sgretolando, mentre viviamo una crisi non solo delle democrazie in diversi ambiti, la figura di Francesco continua a essere fonte di ispirazione". Secondo il cardinale, San Francesco ispira ogni persona a essere strumento di pace e riconciliazione. "Tra noi, quanto abbiamo bisogno oggi di queste figure, capaci di ispirarci non solo intellettualmente, ma soprattutto attraverso la prassi della vita quotidiana. E Francesco è per noi una figura di questa portata", sottolinea.

I Francescani alle origini del Brasile

Diverse città in vari stati del Brasile portano il nome di San Francesco: Mina Gerais, San Paolo, Pernambuco, Sergipe, Santa Catarina e Maranhão, oltre all'iconico fiume São Francisco, il "Vecchio Chico". "La famiglia francescana è presente alle origini del Brasile. Con l'arrivo dei portoghesi, giunsero i primi frati e le prime figure religiose a sbarcare sul suolo brasiliano furono francescane", ricorda il cardinale. Dom Spengler afferma che durante il periodo imperiale e il passaggio alla Repubblica, anche figure del mondo francescano furono importanti nella storia del Paese. Nella storia recente, durante la dittatura, i frati francescani "hanno collaborato in modo davvero unico affinché oggi potessimo avere spazi democratici nella società", sottolinea, citando gli esempi di Dom Paulo Evaristo Arns, arcivescovo di San Paolo, e Dom Aloísio Lorscheider, presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), arcivescovo di Fortaleza e di Aparecida, accanto al Santuario Nazionale, "solo per citare alcune espressioni della nostra vita sociale, politica e anche ecclesiale".

Papa Francesco

Il gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio è stato il primo papa a scegliere il nome Francesco. Poco dopo la sua elezione nel marzo 2013, il pontefice dichiarò che la sua scelta era stata ispirata anche dal cardinale brasiliano Cláudio Hummes, francescano. "Aveva un'amicizia, una vicinanza con l'allora cardinale Hummes. Lui stesso lo raccontò, in più di un'occasione, che subito dopo l'elezione, nella Cappella Sistina, il cardinale Hummes stesso gli chiese di non dimenticare i poveri". Papa Leone XIV è un agostiniano, che promuove l'unità attorno a Cristo. Il pontefice americano fu eletto per unire la Chiesa cattolica e placare alcune divisioni interne. Secondo il cardinale Spengler, c'è una grande vicinanza tra francescani e agostiniani. "Credo che sia lo Spirito di Dio a scegliere la persona giusta per il momento giusto della storia. In secondo luogo, c'è una vicinanza piuttosto grande, per così dire, tra quella che chiamiamo spiritualità agostiniana, teologia agostiniana o filosofia agostiniana, e la spiritualità francescana. La spiritualità, la teologia e la filosofia francescane hanno tratto molto dall'ispirazione di Agostino", spiega.

Eventi commemorativi

Oltre all'esposizione delle spoglie mortali ad Assisi, l'ottavo centenario della morte di San Francesco sarà segnato da diverse iniziative commemorative. Tra queste, la pubblicazione e la catalogazione delle fonti francescane, la digitalizzazione delle antiche collezioni del Sacro Convento di Assisi, nonché celebrazioni culturali e religiose. Ad Assisi, i pellegrini potranno anche visitare il Santuario della Spogliazione, dove San Francesco rinunciò pubblicamente ai suoi beni davanti al padre. In questo luogo è possibile venerare il corpo di San Carlo Acutis, il santo "millenario", canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025. La Regione Umbria ha programmato una serie di eventi in diverse città, proponendo itinerari percorsi dal santo e che ne onorano l'identità storica. "Il Tempo di Francesco" è il tema della XII edizione del Festival del Medioevo a Gubbio, che si svolgerà dal 23 al 27 settembre 2026. L'evento mette in luce il profondo legame di Francesco con la città, a 50 chilometri da Assisi, dove trovò rifugio nel 1206 e fu protagonista del celebre episodio dell'incontro con il lupo, simbolo della trasformazione della paura e della violenza in dialogo, pace e fraternità. Ispirato al motto "Homo homini lupus" ("L'uomo è lupo per l'uomo"), aforisma di Plauto immortalato dal filosofo del XVII secolo Thomas Hobbes, il festival propone una riflessione che collega il Medioevo alle sfide del mondo contemporaneo, segnato da conflitti, egoismi, disuguaglianze e strapotere del denaro. Il festival affronterà la vita e la spiritualità di San Francesco e il contesto del XIII secolo, discutendo temi come povertà, potere, fede, arte, politica ed eredità spirituale. Considerato il più grande evento italiano dedicato al Medioevo, l'evento riunirà circa 100 specialisti di vari settori e offrirà al pubblico mostre, mercati, spettacoli, rievocazioni storiche, una fiera del libro, incontri con autori, laboratori di calligrafia e miniatura, oltre ad attività didattiche e culturali.

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