Gubbio in bici, tra santi, storia e salite: un weekend sul Cammino di San Francesco
di Caterina Zanirato - Bikeitalia.it

Arrivare a Gubbio in un pomeriggio di giugno, con la voglia di sgranchire le gambe e immergersi nei paesaggi umbri, può trasformarsi in un viaggio nella storia, nella spiritualità… e anche nell’adrenalina. Avevamo programmato un weekend tra pedalate tranquille e borghi incantati lungo la Via di San Francesco, ma l’Umbria – si sa – ama sorprendere. E Gubbio ancora di più.
Siamo capitati proprio nei giorni della Corsa dei Ceri Mezzani, la versione giovanile della celebre festa di maggio. Tamburi, bandiere, casacche colorate,
ragazzi che corrono come forsennati con ceri pesantissimi sulle spalle: sembrava una follia collettiva, ed è proprio così che viene vissuta. D’altronde, non la chiamano per caso la città dei matti.
Eppure, appena ci si allontana dal frastuono e si rimonta in sella, Gubbio svela il suo lato più contemplativo: quello che parla di pellegrinaggi, cammini antichi, boschi ombrosi e sterrati panoramici. Qui passa uno dei tratti più affascinanti del Cammino di San Francesco, che unisce La Verna ad Assisi, toccando i luoghi più cari al santo. Noi ne abbiamo percorso un segmento in bici, da Gubbio a Valfabbrica: un itinerario in equilibrio tra spiritualità, fatica e paesaggi da cartolina.
Gubbio–Valfabbrica in bici: 60 km tra silenzi, diga e pellegrini

La tappa Gubbio–Valfabbrica, andata e ritorno, misura circa 60 km ed è uno dei tratti più suggestivi della Via di San Francesco da percorrere in bicicletta. Un itinerario da gravel o MTB, che alterna tratti asfaltati a lunghi sterrati tra le colline umbre, passando accanto a luoghi simbolici e scorci inaspettati. Parte dalla famosa chiesa in cui il Santo addomesticò la lupa, passando poi per l’edificio che un tempo era il lebbrosario dove Francesco curò e abbracciò i malati.
Pedalando lungo questa strada, che a un certo punto diventa sterrata, poi si costeggiano boschi profondi, radure dove il silenzio è quasi tangibile, e si raggiunge la diga di Valfabbrica, che regala uno dei panorami più emozionanti del percorso. Lungo il tragitto si incontrano pellegrini a piedi, zaino in spalla e passo lento: incroci che si trasformano facilmente in scambi di sorrisi, saluti e, a volte, brevi racconti di viaggio. Un percorso vario, adatto a chi ama l’alternanza di salita e discesa, ma anche quella sensazione rara di sentirsi parte di qualcosa di più grande: un cammino di fede, certo, ma anche di scoperta e di connessione profonda con il paesaggio.
La Strada della Contessa: una porta tra Umbria e Marche

Durante il nostro weekend abbiamo affrontato anche parte della Strada della Contessa, che collega Gubbio a Cantiano: un percorso ciclabile che intreccia storia, natura e fatica. Immersa tra boschi, crinali e memorie rinascimentali, questa via è stata recentemente riqualificata ed è oggi al centro di un progetto di valorizzazione culturale, turistico ed enogastronomico.
Conosciuta anche come “Strada della Duchessa”, deve il suo nome – secondo varie leggende – a una nobildonna medievale, a un’antica osteria o persino a una bombarda rinascimentale. In ogni caso, è un itinerario perfetto per chi cerca emozioni autentiche in sella: viste mozzafiato, passaggi ombrosi e una storia che si respira a ogni curva… Anche quella preistorica, visto che proprio qui è stato trovato un minerale che apparteneva alla famosa meteorite che fece estinguere la loro specie.
Gubbio: pedalando nella storia

Tra una tappa e l’altra, la città offre un patrimonio storico da togliere il fiato. Anche per chi arriva con le gambe stanche, è impossibile non farsi rapire dai suoi vicoli medievali, dalla Piazza Grande che si apre come un palcoscenico sulla valle, o dal maestoso Palazzo dei Consoli, dove sono custodite le antichissime Tavole Iguvine.
Per chi ama la bici ma non disdegna la cultura, segnalo anche il Teatro Romano, poco fuori dal centro: qui si può sostare per una merenda al sacco con vista sulle rovine, immaginando gli spettacoli di duemila anni fa.

E se avete ancora fiato e coraggio, salite sulla funivia panoramica fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove si conservano i famosi Ceri: la cabina è aperta e viaggia sospesa nel vuoto. Da lassù, la vista ricompensa ogni pedalata.
Soste golose per ciclisti affamati

L’Umbria sa prendersi cura anche dello stomaco. Tra una pedalata e l’altra, abbiamo incontrato produttori e artigiani del gusto che fanno parte dell’associazione “Gubbio in Tavola”. Da Isidoro Angeloni, lungo la Strada della Contessa, abbiamo imparato a cucinare la crescia eugubina, una focaccia rustica cotta sul testo, perfetta per rifornirsi di energie.
Poi ci sono i salumi intensi, il tartufo – ovunque e ben dosato – e perfino lo zafferano locale, utilizzato in infusi e liquori. Abbiamo assaggiato anche l’Amaromatto, un digestivo sorprendente, e chiuso la giornata con una degustazione di birre artigianali da Fra Luppolo: etichette fantasiose, aromi decisi e persino una Italian Grape Ale nata dalla fermentazione con mosto d’uva. Una vera chicca.