In volo sui tesori dell'Umbria
di Riccardo Truffarelli e Francesca Polito - Rai 3, Geo

Autori: Riccardo Truffarelli e Francesca Polito
Durata: 25 minuti
Canale: Rai 3, Geo
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2025
Lingua: Italiano
Sinossi: Il documentario si snoda in un viaggio che attraversa la Media Valle del Tevere. Il Gran Premio Internazionale Mongolfieristico è l’occasione per fare un viaggio a volo d’aquila. Si tratta di una gara: ci sono traguardi da raggiungere, tappe da rispettare ma la sfida è solo un espediente per vivere un'avventura di volo di altri tempi...lenta, meditativa ed emozionante. Staccandosi dal suolo, il primo paesaggio che si apre alla vista è Todi, uno dei borghi più conosciuti e visitati dell'Umbria, situata su un colle che domina tutta la valle e in lontananza il lago di Corbara, un bacino artificiale, realizzato con lo sbarramento del fiume Tevere vicino al centro abitato di Corbara, da cui prende il nome. Dall'alto è possibile ammirare la splendida valle che lo ospita, un armonico susseguirsi di gole, promontori, anfratti ricoperti da una rigogliosa vegetazione che si riflette negli specchi d'acqua del lago. Tutto il territorio contiguo fa parte del Parco Fluviale del Tevere, un'area protetta che include anche l'antico borgo di Titignano. Il volo lento e meditativo della mongolfiera fa percepire lo scorrere del tempo in maniera differente; c'è il tempo per guardarsi intorno e scorgere gli innumerevoli borghi che svettano sulle cime delle colline circostanti, come Montecastello di Vibio, un fortilizio medievale curato, perfettamente conservato che conserva uno dei più piccoli teatri storici al mondo, il teatro della Concordia. Sulla collina di fronte a Montecastello di Vibio, circondata da vallate a perdita d'occhio di vigneti e uliveti, si scorge un’altra piccola perla medievale, Collelungo, una frazione del comune di San Venanzo. L'epoca d'oro per Collelungo cominciò nel 1700 quando in loco arrivò la famiglia dei conti Faina. Colui che in particolare ne segnò la storia fu Zeffirino Faina. Zeffirino era un uomo intelligente, eclettico e con tante passioni: era laureato in matematica e filosofia, si impegnò in politica ma quello che rivoluzionò davvero la vita del borgo fu il suo innovativo approccio con l'agricoltura. Fu il primo ad introdurre in Umbria la viticoltura specializzata: le vecchie coltivazioni furono sostituite da viti basse e fu incrementato il numero dei ceppi per ogni ettaro. Era differente e innovativo anche il suo modo di approcciare con gli agricoltori: li motivava, li rendeva protagonisti, restituì insomma loro quella dignità spesso non riconosciuta ai lavoratori della terra. Inoltre realizzò un'originale cantina da allora sempre attiva. Ed è proprio il vino di Zeffirino ad essere il protagonista indiscusso delle tavole di Collelungo e ad accompagnare la coratella di agnello con la torta al testo, un piatto tipico della tradizione regionale, che Teresa e Nazarena, nella loro cucina, continuano a preparare come facevano da ragazze. La farina che Teresa e Nazarena utilizzano per la torta al testo arriva da un meraviglioso mulino che si trova a Torgiano lungo il fiume Chiascio, uno dei più importanti affluenti del Tevere. Questo mulino fu costruito dai monaci benedettini intorno all’anno mille; oggi nelle mani della famiglia Silvestri ha ritrovato una nuova luce, ma il principio di funzionamento è lo stesso. I monaci avevano messo a punto un sistema per regimare la portata d’acqua che doveva sospingere una grande ruota e azionare le macine.
E’ tutta opera della natura, è la forza idraulica la protagonista, un’energia pulita che non ha nessun impatto ambientale. Ma ciò che rende questo mulino davvero speciale è la scelta di macinare soltanto cereali di origine biologica, provenienti da aziende agricole certificate del territorio umbro. A sud di Torgiano, lungo il fiume Tevere, c'è Deruta, che da sempre è sinonimo di arte, infatti dopo innumerevoli vicende secolari, questa cittadina dell’Umbria è diventata la città simbolo della maiolica e del made in Italy. Fu definita "terra vasaria" sin da 1296, ma la produzione di maioliche raggiunse il suo massimo splendore tra il 400 e il 500. Fu proprio allora che la famiglia Grazia si trasferì a Deruta e diede vita ad una storia di successo che dura ancora oggi. Alla fine del viaggio, quando l’atterraggio si avvicina, le parole del pilota sintetizzano il ricco bagaglio di emozioni vissute in volo. “La mongolfiera è un’esperienza diretta con la natura, una lenta passeggiata tra le nuvole, in volo come gli uccelli, liberi come le farfalle. E la direzione la decide il vento.”